• COSA DOVREI CONFESSARE?

    7fa4b3e1 7dfa 4ee9 9a16 c218309cd861MA POI COSA DOVREI CONFESSARE? SONO COSE CHE FANNO TUTTI. MI SENTO QUASI A DISAGIO DAVANTI AL PRETE.
    Mi scrive Valerio da Pomezia. Da ragazzo andavo a confessarmi spesso, anche perché mia madre che mi portava a messa voleva che io facessi la comunione tutte le domeniche. Poi col tempo, ormai ho superato i diciotto anni, non ho dato più alcuna importanza a confessarmi, un po’ per un disagio personale e anche perché trovo difficoltà a farmi capire dal prete, a ripetere sempre le stesse sciocchezze.
    Che dico parolacce, che bevo alcool, che guido da matto, che non vado a messa, che mando a quel paese i miei. Che faccio sozzerie con la mia ragazza.
    Ma cosa devo confessare? Certe volte mi sembra di avere commesso tutti i peccati, ma poi pensandoci bene non mi sembrano così gravi, visto che li fanno tutti. E poi tanto il prete sta pensare ad altro e assolve tutto senza dirti niente di importante.
    Caro Valerio, la confessione individuale fatta alla presenza del prete è un chiedere perdono a Dio.
    Se riusciamo a leggere la nostra vita alla luce della bontà di Dio non avremo difficoltà ad ammettere la gravità delle nostre mancanze e a sentire il bisogno quotidiano di essere riconciliati e perdonati da Dio.
    Il disagio che tu provi non dovrebbe essere motivato dal senso di vergogna nel raccontare ad uno sconosciuto la propria vita privata, ma dal prendere coscienza dei propri limiti umani giudicati alla luce dei doni di Dio.
    Un attento esame di coscienza prima di avvicinare il prete ti aiuterà a esprimerti con chiarezza su cose serie della tua vita ed eviterai di ripetere quelle che ti sembrano soltanto delle sciocchezze.

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  • Sant'Annibale e il suffragio per i defunti - Un fiore che non marcisce!

    demonioNon vi è stato popolo sulla terra che non abbia avuto in ogni tempo, una speciale memoria per i defunti. Ma il Cristianesimo che tutte le cose santificò, rese oltremodo venerando questo culto, e formò un dovere del ricordo degli estinti: dacchè ci ha fatto conoscere che le anime dei trapassati trovandosi in gran numero nel Purgatorio han bisogno dei nostri suffragi per volarsene al Paradiso. Osservate infatti quel che suole avvenire alla morte di un parente: tra le visite di condoglianze, tra le partecipazioni e lo scambio di biglietti, le Signore si mettono tutte in giro faccendate. Intanto si pensa di onorare le ceneri del defunto dandogli degna sepoltura. Si erigono monumenti, si scolpiscono dei marmi, si incidono, si fanno iscrizioni, si spendono ingenti somme, e intanto all’anima del defunto non si pensa. Viene poi l’Anniversario della morte di quel parente, e allora si dice: andiamo al Camposanto. Ed oh che vista, che chiasso, che frastuono. Ti sembra di assistere ad una delle più briose feste popolari. Fragore di carrozze, scalpitio di cavalli, strascico di veste, stuolo di ciarlieri curiosi che va e che viene, si spendono fino a centinaia di lire, e intanto all’anima dei defunti, poco o nulla si pensa. Ah non è in questo modo, che il cristiano deve onorare la memoria dei suoi cari estinti. Per alleviare le loro pene, per rinfrescarle nei loro intensissimi ardori, dobbiamo ascoltare e far celebrare per loro la santa Messa. Oh la Messa che grandi refrigeri apporta a quelle povere anime. Si legge che S. Gregorio con una sola messa liberò in una volta tutte le anime del Purgatorio. Ed è certo che ad ogni messa un gran numero di quelle anime se ne salgano al Cielo. Un secondo mezzo per suffragare le anime purganti è la recita del Santo Rosario. Quando noi recitiamo la Corona di Maria Santissima per qualche anima, quell’anima sente quasi smorzare le ardenti fiamme che la circondano e prova invece un refrigerio di Paradiso. Possiamo inoltre suffragare quelle anime con le elemosine, con i digiuni, con le preghiere con le mortificazioni e con qualsiasi opera buona, non che applicando in loro vantaggio le sante indulgenze. Anzi è cosa assai meritoria suffragare le anime sante del Purgatorio col così detto atto eroico di carità, che consiste nell’applicare in suffragio di quelle anime tutto il merito di tutte le nostre opere, e tutte le indulgenze di cui noi siamo capaci, e tutti i suffragi che riceveremo dopo morti.(Sant'Annibale Maria) - Desideri iscrivere i tuoi cari ad alla santa messa perpetua o far celebrare una santa messa gregoriana per uno dei tuoi cari defunti? O desideri far celebrare una santa messa per il tuo albero genealogico? clicca qui https://cristore.rcj.org/richiesta-messe e con i sacerdoti dell'Antoniano Cristo Re di Messina ti contatteremo subito