• 19 Maggio - Commento alla Parola di Dio del giorno (V Domenica di Pasqua)

    benedizione“Benedirò il tuo nome per sempre, Signore” A volte il responsorio ci fa pregare come popolo di Dio che, nella sua totalità, si rivolge al Signore ad una sola voce; altre lo fa come assemblea liturgica che sta celebrando; in questo caso lo fa fare singolarmente a ciascuno col pronunciare un impegno personale: benedire il nome del Signore e farlo per sempre. Benedire, dire bene, presentare positivamente, avere in grande pregio, riconoscere il bene che ci proviene ed affermarlo pubblicamente senza riserve, questo l’impegno che ciascuno di noi assume col Signore con questo responsorio; non solo, ma anche di farlo per sempre e su quel “sempre” dobbiamo fermarci un attimo. Un “sempre” che si riferisca al vivere terreno è una ammissione di infedeltà alla Parola di Dio perché manifesta la nostra convinzione di racchiudere l’esistenza di ciascuno tra due date: quella della nascita e quella della morte. Un “sempre” che ci impegna ad essere tra coloro che cantano le lodi del Signore senza porre limiti temporali ci apre alla confessione della nostra fede nella vita eterna e ci proietta in una dimensione in cui il “sempre” assume il valore di un tempo infinito e senza interruzione, come è proprio per la liturgia celeste. Se poi, riflettiamo sul fatto che le nostre liturgie sono partecipazione alla eterna liturgia celeste, giungiamo anche a comprendere quanto sia importante viverle con una partecipazione attenta, raccolta, coinvolgente … siamo al cospetto dell’Altissimo, dialoghiamo con Lui, interagiamo con Lui … cosa vi può mai essere di così importante dal privarci della gioia di vivere appieno quei momenti?

  • Commento al Vangelo di Domenica 31 Marzo alla luce degli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta.

    luisa piccarreta"Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita." Era morto andato via con somma ingratitudine volendo del Padre solo le sue cose. Ma decide di ritornare ed essere riammesso  in casa almeno come servo. Il Padre appena sa di questo suo desiderio, commosso gli corre incontro e quello è l' incontro con il Cristo Redentore. Poi chiede che gli venga messa la veste nuova della grazia, ed ecco il nuovo testamento, gli fa mettere l' anello al dito per restituirgli tutti i diritti di figlio, e i sandali ai piedi perchè doveva ancora camminare, non era ancora arrivato alla casa del Padre, nel Regno della Divina Volontà! La differenza tra il fare la Volontà di Dio e il vivere nella Volontà di Dio,  è la stessa differenza che passa tra chi cammina ancora tra mille pericoli, nel buio della notte e con tanta paura, cadendo e rialzandosi e chi invece è già nel Regno, nella Casa del Padre dove può vivere al sicuro, protetto da tutto e padrone di tutto. Il RITORNO del FIGLIOL PRODIGO alla CASA del PADRE, simboleggia il RITORNO della VOLONTÀ DELL' UOMO, nella VOLONTÀ di DIO. Perchè si viva di un solo Santo e Supremo Volere! Adamo e con lui la sua discendenza, sono quel figliol prodigo che se ne andò dalla Casa del Padre. E noi  possiamo dire di essere già a Casa? Siamo figli sì, ma ancora minorenni che non possono disporre ancora di tutti i beni ereditati! Dove deve culminare allora questo nostro ritorno? E cosa significa tornare a Casa, tornare nella Volontà di Dio? Dice Gesù nel Libro di Cielo: “Il vivere nel mio Volere sono Io stesso." (27.11.1917) Tornare a Casa, tornare nella Volontà di Dio, significa quindi tornare a vivere in Gesù, tornare a vivere nella Sua stessa vita! La nostra vita nella Sua Vita! Nella vita della Santissima Trinità! Cosa è per le Tre Divine Persone la loro sacrosanta Volontà? Essa è la loro VITA, la sostanza del loro Essere e della loro Felicità, è il loro Tutto! Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita. Quale profondità raggiungono ora a risentirle queste parole! La VOLONTÀ DIVINA e la VOLONTÀ UMANA devono vivere in una totale FUSIONE, così come  IN GESÙ, VERO DIO e VERO uomo, da non potersi distinguere l’una e l’altra, come una goccia d’acqua che si getta nel mare. Questo significa arrivare alla Casa Paterna già su questa terra! Gesù e Maria mai sono usciti da questa Casa. Adamo invece, nato dentro, per via del peccato originale, ne è uscito fuori e con lui tutta l' umanità. Il Dono della Divina Volontà è il dono supremo che viene annunciato negli scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta, e che Dio vuole donare oggi all' umanità intera. Luisa Piccarreta, la figlia primogenita della Divina Volontà, è investita da Dio proprio di questa sublime missione APRIRE LA PORTE DI CASA perché in Casa altre creature  entrino. Padre nostro, venga il Tuo Regno come in Cielo così in terra! 

  • Commento alla Parola di Dio - Domenica 24 Febbraio 2019: Siate misericordiosi

    amate“Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.”, la parola del Maestro, che la Chiesa propone alla nostra riflessione in questa VII domenica, non incoraggia il disimpegno e la resa di fronte al male, né tantomeno nega la legittima difesa, ma intende capovolgere la nostra mentalità; ed è per questo che essa non chiede di essere commentata, ma “impone il silenzio”, affinché i nostri cuori di pietra, trasformati in cuori di carne, ne custodiscano la bellezza e diventino nel mondo eco dell’amore di Dio. Solo imitando Colui che “oltraggiato, non ha restituito l’oltraggio; schiaffeggiato, non ha restituito gli schiaffi…crocifisso, ha chiesto perdono per gli stessi suoi persecutori” (Sant’Ambrogio), sarà possibile superare l’astio e l’orgoglio presenti nel mondo con quel “di più di amore e di bontà. Questo di più viene da Dio: è la sua misericordia, che si è fatta carne in Gesù” (Benedetto XVI), il nuovo Adamo che “divenne spirito datore di vita”, per tutti noi, che dopo aver “portato l’immagine dell’uomo di terra…porteremo l’immagine dell’uomo celeste.” (San Paolo) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, “ci doni un cuore nuovo, perché diventiamo capaci di amare anche i nostri nemici” (colletta), come Davide che non permise che si uccidesse Saul, “il consacrato del Signore”, perché “il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà” (1Samuele), senza temere il suo giudizio, certi che in Dio, non troveremo mai “un tribunale che emana sentenze, ma un luogo dove si rinasce e si riparte…misericordia che perdona…non un colpo di spugna, ma un colpo di vento verso il futuro.” (E. Ronchi) Confrontiamo la nostra vita alla luce di questa parola “rivoluzionaria”, e decidiamo se accogliere “l’invito del Signore ad essere misericordiosi…per assomigliare al Padre, oppure quello del grande accusatore, satana, che ci spinge ad accusare gli altri, per distruggerli.” (Papa Francesco) Ci aiuti Maria, Madre di Misericordia, a vivere il tempo con l’amore che vince tutto, in attesa del giorno senza tramonto, quando anche “Abele risorgerà non per la vendetta ma per custodire Caino…e le vittime si prenderanno cura dei loro carnefici. Questo è il cuore di Dio”. (N. Berdiaeff, filosofo russo) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Commento alla Parola di Dio della VI Domenica di Pasqua

    94de04e3 34e3 4d0b 968c 9e1f726e0327“Se uno mi ama, osserverà la mia parola…”, anche in questa VI domenica di Pasqua, l’Amore è al centro del messaggio che il Signore, prima di vivere l’Ora dell’Amore totale, ha voluto consegnare ai suoi discepoli. È la caratteristica di Giovanni, l’Evangelista che “ha un modo particolare di esporre il pensiero di Gesù…una volta enunciato un tema…vi ritorna sopra a più riprese…ogni volta si ritrova un po’ più in alto e vede un po’ più lontano.” (R. Cantalamessa) Dio dimorerà nei nostri cuori, se ascolteremo e osserveremo la Parola che supera le tradizioni vinte dalla Pasqua, annunciata dai Successori degli Apostoli, dai Sacerdoti e da coloro che sono inviati dalla Chiesa, come dovettero precisare gli Apostoli al termine del primo “Concilio” tenuto a Gerusalemme: “Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi…È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo…” (Atti) Accogliamo la parola di consolazione del Maestro: “Non sia turbato il vostro cuore…”, espressione piena di quella speranza che dona pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace.”, pace che nasce “dalla vittoria sul peccato e sull’egoismo che ci impedisce di amarci come fratelli…” (Papa Francesco), dono dello Spirito: “…lui vi insegnerà ogni cosa…”, inviato dal Padre per ricordarci “tutto ciò che Gesù ha detto e fatto, rendendolo presente nella sua comunità…capace di illuminare e guidare la vita di ogni cristiano.” (E. Bianchi) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, “ci renda capaci di testimoniarlo con le parole e con le opere” (Colletta), per camminare “attraverso i momenti lieti e tristi di cui è intessuta la nostra umana esistenza…guidati dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo” (San Giovanni Paolo II), verso la Gerusalemme celeste, la città santa che “non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna” perché “la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello” (Apocalisse) La Vergine Maria che ha amato il Figlio “non solo come madre, ma prima ancora come ancella umile e obbediente” (Benedetto XVI), renda i cuori docili alla voce dello Spirito che “convoca tutti noi, toccati al cuore da Cristo…E ci fa rinascere come cercatori d'oro, impegnati a inventare luoghi dove si parli con amore dell'Amore.” (E. Ronchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Copia e Condividi se sei nell'Esercito di Dio

    Parola di DioQuando trasporti una Bibbia, al diavolo viene il mal di testa. Quando la apri, lui crolla. Quando ti vede leggerla, lui sviene. Quando vede che la vivi, lui fugge. E proprio quando stai per ri-pubblicare questo post, egli cercherà di scoraggiarti. Lo hai appena sconfitto!!! Come? Copia & Incolla se sei nell'Esercito di Dio!!

  • Epifania - Commento alla Parola di Dio

    meteo epifania“Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei?”, quando l’uomo smarrisce la “stella”, cioè la “luce del Creatore”, corre il rischio di cercare il Signore in luoghi dove è impossibile trovarlo, ma “solo guardando alla debolezza di Gesù, al suo essere piccolo, si può comprendere la sua vera regalità, la sua vera identità, non plasmata in base alle immagini dei re e dei potenti di questo mondo.” (E. Bianchi) Questa è stata l’esperienza dei “rappresentanti” dei popoli della Terra, giunti dall’Oriente “portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore” (Isaia), perché tutte le genti “sono chiamate in Cristo Gesù…ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.” (San Paolo) I Magi, “persone dal cuore inquieto…uomini alla ricerca della promessa, alla ricerca di Dio…vigilanti, capaci di percepire i segni di Dio, il suo linguaggio sommesso ed insistente…coraggiosi e insieme umili” (Benedetto XVI), erano sapienti che “non si misero in cammino perché avevano visto la stella ma videro la stella perché si erano messi in cammino.” (San Giovanni Crisostomo) In questa Solennità dell’Epifania, “la manifestazione dell’amore universale di Dio, perché non c’è nessuno al mondo che possa sentirsi escluso dall’amore del Signore” (Padre A. Maggi), chiediamo al Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, la grazia per essere, come i Magi, “premurosi nella ricerca, pronti a scomodarci per incontrare Gesù nella nostra vita. Ricercarlo per adorarlo, per riconoscere che Lui è il nostro Signore, Colui che indica la vera via da seguire.” (Papa Francesco) Imitiamo il cammino dei Magi che, dopo aver adorato il Bambino “per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”, perché “l’incontro con Cristo deve determinare una svolta, un cambiamento di abitudini. Non possiamo, anche noi oggi, tornare a casa per la strada per cui siamo venuti; essere oggi quello che eravamo.” (R. Cantalamessa) Maria, la Stella del Mattino, vegli sulla Chiesa, perché rifletta “la luce di Cristo, affinché gli uomini e i popoli in cerca di verità, di giustizia, di pace, si mettano in cammino verso Gesù, unico Salvatore del mondo.” (San Giovanni Paolo II) Amen. Santa Epifania a tutti.

  • La misericordia del Padre! - Commento alla Parola di Dio di Domenica 15 Settembre

    misericordia del padre“In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: Costui accoglie i peccatori e mangia con loro.”, la Parola di Dio di questa XXIV domenica, ci invita a fare esperienza della premura del Padre, con le tre parabole della misericordia, che Gesù racconta per chi si scandalizzava, perché accoglieva “gli scartati della società”, rivelandoci che “Dio non ama il peccato degli uomini, ma ci ama nel nostro peccato, ci riconcilia con lui mentre noi siamo peccatori…esperienza che ha cambiato la vita di tanti uomini e donne.” (E. Bianchi) Nei tre racconti, “i personaggi descritti sono dei veri perdenti. Un pastore perde una pecora, una donna perde una moneta, un padre perde il figlio minore e perde anche l'altro maggiore” (Don Giovanni Berti), ma si concludono con “un elemento comune…espresso dai verbi che significano gioire insieme, fare festa. Non si parla di fare lutto. Si gioisce, si fa festa.” (Papa Francesco) Come non commuoversi davanti alla misericordia di Dio che, dopo l’accorata preghiera di Mosè, “si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo” (Esodo) che si era fatto un vitello d’oro? Come non riflettere sulle parole di Paolo a Timoteo: “…prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia…”? Il Signore, “che non si stanca mai di venirci incontro, percorre sempre per primo la strada che ci separa da Lui.” (Benedetto XVI), e ogni domenica ci fa indossare “l’abito della festa” per sederci alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, ci renda gioiosi per il ritorno dei fratelli alla casa del Padre, consapevoli che “al di fuori della misericordia di Dio non c'è nessun'altra fonte di speranza per gli esseri umani.” (San Giovanni Paolo II) Maria, Madre di Misericordia, ci renda docili alla voce del Figlio, che abbatte l’ipocrisia e rivela che Dio è “là dove un figlio soffre e si perde, è nella paura della pecora smarrita, è accanto all'inutilità della moneta perduta, nella fame del figlio prodigo…e a dirci che sarà Dio a trovare te” (E. Ronchi), pronto a rispondere alla nostra attesa di felicità e di gioia: ha le braccia aperte per accoglierci come figli, perchè “nei giudizi umani si castiga colui che confessa la propria colpa: nel giudizio divino, lo si perdona. (San Josemaría Escrivá de Balaguer) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica. (S.C.)

  • Le mie parole non passeranno - Commento al Vangelo di Domenica 18 Novembre

    CIELO E TERRA 400x226"Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria...Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.", il Vangelo di questa penultima domenica dell'anno liturgico ci chiede di volgere lo sguardo sulle ultime realtà senza timore, perché il Maestro non vuole incutere paura, né profetizzare la fine, ma il fine ultimo della storia e del mondo, "contro i falsi profeti e i veggenti che prevedono vicina la fine del mondo...e concentra la nostra attenzione sull'oggi della storia." (Papa Francesco) Perseveriamo nella fede e ringraziamo Dio per il dono del Figlio, che "avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio" (Ebrei), dove "vive ed attua il suo sacerdozio crocifisso e glorioso" (S. Cipriani), in attesa dell'ultimo giorno, quando "quelli che dormono...si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna." (Daniele), per realizzare "un preciso disegno del Dio che è Signore della storia e del tempo, il quale desidera instaurare il suo Regno di pace e di giustizia." (E. Bianchi) Quel giorno "...nessuno lo sa...eccetto il Padre", ma "questa ignoranza del Figlio la si deve attribuire alla umanità del Cristo, senza coinvolgere la sua divinità." (Gregorio Nazianzeno), perché il Signore desidera che il tempo sia vissuto senza ansia ed inquietudine, con la consapevolezza che tutti "possiamo e dobbiamo" salvarci, insieme al bene che avremo cercato di compiere, al dolore trasformato in amore, alle lacrime e alle gioie che abbiamo condiviso coi fratelli; questo è il messaggio da testimoniare, soprattutto oggi, tempo in cui sembra che "nessuno parli più del Giudizio finale, neppure i predicatori." (J. Guitton) L'Eucaristia a cui partecipiamo in questa XXXIII domenica, "presente costantemente nella Chiesa come frutto della Parola che non passa mai" (San Giovanni Paolo II), ci doni la speranza per vivere il presente, con lo sguardo proteso verso il cielo. Maria, ci renda docili alla voce del Figlio, ogni giorno fino al tempo in cui "Dio non ci chiederà conto di quanto male abbiamo commesso, ma di quanto bene abbiamo compiuto." (E. Ronchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica

  • Nessun servitore può servire due padroni - Commento alla liturgia della Parola di Domenica 22 Settembre

    4bc280e4 c0e7 4bdc 8976 4321e4f09cae“Nessun servitore può servire due padroni…Non potete servire Dio e la ricchezza.”, il monito del Maestro, conclude una delle parabole più difficili da comprendere, quella dell’amministratore lodato dal padrone, “perché aveva agito con scaltrezza”, dopo essere stato licenziato per aver sperperato i suoi averi; Gesù non loda la disonestà, ma vuole aiutarci a comprendere che la scelta dell’amministratore, di farsi “amici con la ricchezza disonesta”, diventa “un gesto profetico, fa ciò che Dio fa verso ogni uomo: dona e perdona, rimette i nostri debiti…Lo fa per interesse, ma rovescia la direzione del denaro, che non…genera più esclusione ma amicizia e comunione.” (E. Ronchi) Il brano di questa XXV domenica, omette la reazione dei farisei che “si beffavano di lui”, perché “a causa della loro cupidigia…non potevano accoglierne l’insegnamento e finivano per disprezzarlo.” (E. Bianchi) La ricchezza non è un male in sé, ma “come l'acqua salata: più se ne beve, più cresce la sete” (Arthur Schopenhauer), può farci perdere la fede, perché “è tanto il potere del denaro, che ti fa deviare dalla fede...la indebolisce e tu la perdi!" (Papa Francesco) Facciamo nostro il grido di Amos: “Ascoltate questo, voi che calpestate il povero…E il sabato, perché si possa smerciare il frumento…”, denunciando chi si è impadronito del “Giorno del Signore”, per arricchirsi, affinché “il nostro cuore sia assolutamente vuoto di ciò che non è Dio e Dio lo occupi assolutamente da solo.” (Beato Charles de Foucald) Il Signore, “unico mediatore tra Dio e gli uomini”, presente nella Parola e nel Pane di Vita eterna, apra i nostri cuori, perché impariamo ad elevare al Padre “preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini…e per tutti quelli che stanno al potere… cosa bella e gradita al cospetto di Dio…il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati” (San Paolo) e ci salvi dalla cupidigia delle ricchezze, per “condividerli con i poveri procurandoci così la loro amicizia, in vista del Regno dei cieli.” (Benedetto XVI) La Vergine Santissima, ci aiuti ad usare i beni con saggezza evangelica, perché ognuno, prima di presentarsi davanti al trono di Dio possa affermare: “Se cerco tra i miei ricordi quelli che mi hanno lasciato un gusto durevole…ritrovo quelli che nessuna ricchezza mi avrebbe procurato.” (Antoine de Saint-Exupèry) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Se uno viene a me e non mi ama .. (commento alla Liturgia della Parola dell'8 Settembre 2019)

    celentano“Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.”, all’inizio del nuovo anno pastorale, la Parola di questa XXIII domenica, risuona forte e chiara, e ci invita a fare scelte coraggiose e controcorrente, perché “la sequela di Gesù esige la capacità di fare guerra contro il nemico, il diavolo che ci tenta e vorrebbe farci cadere, spingendoci ad abbandonare la sequela stessa.” (E. Bianchi) Lasciamoci invadere dalla grazia di Dio, perché chi potrebbe conoscere “il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?” (Sapienza), solo così ameremo Cristo su tutto e tutti, amore che non entra “in concorrenza con i vari amori umani…L'amore per Cristo non esclude gli altri amori, ma li ordina.” (R. Cantalamessa) Signore aiutaci a comprendere che seguirti “è impegnativo, non può dipendere da entusiasmi e opportunismi; dev’essere una decisione ponderata, presa dopo essersi domandati in coscienza: chi è Gesù per me…occupa il primo posto, come il Sole intorno al quale ruotano tutti i pianeti?” (Benedetto XVI) Il Signore presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci doni la sapienza dello Spirito e la forza per portare ogni giorno la Croce, perché il discepolo di Gesù “si distacca da tutto e ritrova tutto nella logica del Vangelo, la logica dell’amore e del servizio.” (Papa Francesco), e fa cadere “quelle zavorre che facciamo una gran fatica ad abbandonare…e pesi che ci teniamo stretti e a cui non siamo capaci di rinunciare che rendono duro il cammino” (W. Chasseur); solo allora capiremo che “un uomo non vale mai per quanto possiede, o per il colore della sua pelle, ma per la qualità dei suoi sentimenti."(M. L. King), che gli permette di accogliere l’altro “non più come schiavo, ma…come fratello carissimo…sia come uomo sia come fratello nel Signore.” (San Paolo) Maria, Sede della Sapienza e Prima Discepola del Figlio, ci renda scaltri perché nessuno di noi “costruisca torri o affronti guerre perse in partenza”, perché privi della fede nel Cristo che regala ad ogni uomo “un'ala che lo sollevi verso più libertà, più amore, più consapevolezza. Allora nominare Cristo, parlare di vangelo equivale sempre a confortare il cuore della vita.” (E. Ronchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica. (S.Celentano)