• 1 MAGGIO. FESTA DEI LAVORATORI. LA DIGNITÀ DELL’UOMO È COLLEGATA AL SUO LAVORO.

    1Oggi in questo giorno particolare e in questo tempo particolare in cui vengono meno le certezze economiche e lavorative è meravigliosa la riflessione del Santo Padre Papa Francesco sul lavoro. Egli dice: Di fronte all’attuale sviluppo dell’economia e al travaglio che attraversa l’attività lavorativa, occorre riaffermare che il lavoro è una realtà essenziale per la società, per le famiglie e per i singoli.
    Il lavoro, infatti, riguarda direttamente la persona, la sua vita, la sua libertà e la sua felicità.
    Il valore primario del lavoro è il bene della persona umana, perché la realizza come tale, con le sue attitudini e le sue capacità intellettive, creative e manuali.
    Da qui deriva che il lavoro non ha soltanto una finalità economica e di profitto, ma soprattutto una finalità che interessa l’uomo e la sua dignità. La dignità dell’uomo è collegata al lavoro. PAPA FRANCESCO

  • Antoniano Cristo Re di Messina: La GMG di Panama è qui!

    PanamaSabato 26 Gennaio, in occasione della Giornata Mondiale dei Giovani a Panama, numerosi giovani ed adlescenti, simpatizzanti del "rogate" dopo essersi raccolti, insieme ai giovani della Diocesi di Messina in tre diversi punti della città, si sono ritrovati alle 19 in piazza Duomo, dove prima hanno partecipato alla S.Messa presieduta da S.Ecc.za Mons Giovanni Accolla e poi si sono riversati, nonostante il freddo e il tempo poco clemente in piazza Duomo per vivere alcuni momenti in comunione con la GMG di Panama. Certamente momenti belli ai quali hanno partecipato quasi 600 giovani ed adolescenti. Il tutto si è poi concluso con una liturgia in tarda notte nello stesso duomo. L'Antoniano Cristo Re ha offerto accoglienza a diversi gruppi giovanili provenienti da litorale jonico e poi ha partecipato ai diversi momenti con i giovani simpatizzanti. Panama è qui: e l'Antoniano Cristo Re è sempre presente!

  • Auguri Papa Francesco

    croce papa francescoPapa Francesco è, dal 13 marzo 2013, il 266º papa della Chiesa cattolica e vescovo di Roma, 8º sovrano dello Stato di Città del Vaticano, primate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice. Oggi compie il V anniversario del Ponteficato. Anche l'Antoniano Cristo Re vuole essere vicino al Santo Padre. Sant'Annibale insegnava ai Rogazionisti e a tutti gli aspiranti un sacro zelo verso il Sommo Pontefice. E' bello ricordare in questa occasione un suo scritto: "Dichiaro che quale cristiano, per grazia del Signore, e figlio della S. Chiesa, quale Sacerdote indegno della Cattolica Chiesa, quale appartenente ad una Congregazione che ha per obbietto primario l’incremento del Sacerdozio, io mi protesto che avrò il più grande affetto, la più illimitata soggezione e subordinazione verso il Sommo Romano Pontefice. Lo riguardo e lo riguarderò fino all’ultimo respiro della mia vita, come la Persona stessa di G.C.S.N. e con lo stesso Amore lo amerò ed ubbidirò. Tutti gl’interessi del Sommo Pontefice saranno interessi vivissimi del mio cuore; le sue parole, siano pure dette fuori di Cattedra, e in semplice conversazione, saranno per me oracoli di eterna salute. Tutte le opinioni e i modi di pensare del S. Padre saranno regola delle mie opinioni e dei miei modi di pensare, per le quali e pei quali cambierò giudizii e sentimenti miei proprii. I dolori e le pene del Sommo Pontefice saranno pene e dolori miei." (Dichiarazioni e Promesse di Sant'Annibale Maria Di Francia). Auguri Papa Francesco!

  • Auguri Papa Francesco!

    9Oggi, festa di San Giorgio è l'onomastico di Papa Francesco: Auguri Santità, da parte dei sacerdoti, dei bambini e dei poveri dell'Antoniano Cristo Re. www.cristore.it

  • Bellissima omelia di Papa Francesco: La tua vita è la più grande impresa del mondo!

    papa FrancescoPuoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l'amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell'anonimato. Essere felici non è una fatalità del destino, ma un risultato per coloro che possono viaggiare dentro se stessi. Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un'oasi nel profondo dell'anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici é non avere paura dei propri sentimenti ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un "no" e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: "Ho fatto degli errori". È avere il coraggio di dire "Mi dispiace". È avere la sensibilità di dire "Ho bisogno di te". È avere la capacità di dire "Ti amo". Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per la felicità... che in primavera possa essere un amante della gioia ed in inverno un amante della saggezza. E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Perché solo allora sarai innamorato della vita. Scoprirai che essere felice non è avere una vita perfetta. Ma usa le lacrime per irrigare la tolleranza. Usa le tue sconfitte per addestrare la pazienza. Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza. Non mollare mai... Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.
    (Papa Francesco).

  • Commento al Vangelo - Domenica 17 Febbraio 2019

    Vangelo della domenica“Beati voi…la vostra ricompensa è grande nel cielo…Guai a voi…”, la parola che la Chiesa proclama in questa VI domenica, può generare, nel cuore di chi la medita seriamente, gioia o angoscia, perché il Signore ci chiede di scegliere tra la vita e la morte spirituale, tra la benedizione e la maledizione, scelta che dipende, non solo da come si vivono le beatitudini evangeliche, “le parole più alte del pensiero umano” (Gandhi), ma anche dalle scelte quotidiane, come rivelano l’oracolo di Geremia e le parole del salmista: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo…Beato l’uomo che confida nel Signore.” Le Beatitudini di Luca, diversamente da quelle di Matteo, presentano alcuni ammonimenti, rivolti verso chi possiede tanti beni, pieno di orgoglio e di superbia, non perché il Maestro vuole “dividere il mondo tra buoni e cattivi…ma ci chiede di stare attenti a quelle cose che ci possono allontanare da lui” (Padre P. Devreux), e non donano la “ricchezza interiore” dei poveri in spirito che “non costruiscono la loro vita, né progettano il loro futuro senza far riferimento a Colui che ha dato loro questa vita ma…vogliono aderire al progetto che Dio ha su di loro.” (W. Chasseur) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci aiuti a vivere le Beatitudini che “riaccendono la nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà, di sincerità, di giustizia…e possono cambiare il mondo” (E. Ronchi), per partecipare, al termine del tempo, alla Pasqua di Cristo, con la Risurrezione dei corpi che “apre la vita…al futuro eterno di Dio, alla felicità piena, alla certezza che il male, il peccato, la morte possono essere vinti” (Papa Francesco); questa è la fede che dobbiamo testimoniare ai fratelli, in un mondo dove, anche tanti cristiani, dubitano sulla pienezza della vita oltre la morte, dimenticando che se non c’è la Risurrezione, “neanche Cristo è risorto…ed è vana la vostra fede.” (San Paolo) Maria, Donna delle beatitudini, ci renda veri discepoli del Figlio, per seguirlo sulla via delle beatitudini, disponibili a privarci di quei beni che soffocano la nostra vita, e “sollevare, nella misura delle nostre forze, la miseria di questi tempi attingendo non solo dal superfluo, ma anche dal necessario.” (Gaudium et Spes 88) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Elisabetta della Trinità, al secolo Élisabeth Catez, monaca e mistica dell’Ordine dei carmelitani scalzi. Beatificata nel 1984 e proclamata santa da papa Francesco nel 2016

    S.ElisabettaElisabeth Catez nacque il 18 luglio 1880 nel Campo d’Avor presso Bourges in Francia e fu battezzata quattro giorni dopo. Nel 1894 emise il voto privato di verginità. Sentendosi chiamata alla vita religiosa, chiese alla madre il permesso di poter entrare al Carmelo: poté riuscirci solo al compimento della maggiore età. Il 2 agosto 1901 Elisabeth entrò quindi nel Carmelo di Digione dove l’8 dicembre 1901 vestì l’abito religioso. Assume il nome di suor Elisabetta della Trinità. Pochi mesi dopo aver emesso la professione religiosa, avvenuta l’11 gennaio 1903, le si manifestarono i sintomi del morbo di Addison: l’accettò col sorriso, certa di essere immersa nell’unione delle Tre Persone divine. Morì a 27 anni il 9 novembre 1906. Beatificata da san Giovanni Paolo II il 25 settembre 1984 in piazza San Pietro a Roma. Da papa Francesco fu canonizzata domenica 16 ottobre 2016. Contemplò nel profondo del cuore il mistero della Trinità. Dotata di un carattere piuttosto duro, volitivo, impetuoso, ardente, estroverso, dovette lavorare a lungo e un poco alla volta per dominarsi o come diceva lei, di “vincersi per amore”. In piena adolescenza, cominciò a sentirsi attratta da Cristo. Racconta lei stessa: «Senza attendere mi legai a Lui con il voto di verginità; non ci dicemmo nulla, ma ci donammo l’uno all’altra in un amore tanto forte, che la risoluzione d’essere tutta sua divenne per me ancor più definitiva». La gioia di aver raggiunto la meta desiderata, dopo un inizio pieno di speranze e promesse, fu presto interrotta. Il 1° luglio 1903 si manifestò, nella giovane professa, uno strano male, non diagnosticato correttamente e curato con terapie sbagliate. Nessuno del monastero, né i medici avvertirono subito la gravità del male. Si trattava del morbo di Addison, che colpisce le ghiandole surrenali. Suor Elisabetta della Trinità accettava tutto con il sorriso e l’abbandono alla volontà di Dio, manifestando la sua «gioia di configurarsi al Crocifisso per amore» e diventando veramente «lode di gloria della Trinità». Le sue ultime considerazioni: «Tutto passa! Alla sera della vita resta solo l’amore. Bisogna fare tutto per amore…».

  • Il vero digiuno della Quaresima - Papa Francesco

    f3Arriva il periodo di Quaresima.. per quelli che staranno 40 giorni senza bere.. mangiare cioccolato, senza bibita, senza fumare, senza spettegolare e ecc... a nulla serve questo per essere una persona migliore...Ecco la lezione di Papa Francesco:Per la quaresima il papa Francesco propone 15 semplici atti di carità che ha citato come manifestazioni concrete d'amore:* 1. Sorridere, un cristiano è sempre allegro! * 2. Ringraziare (anche se non "bisogno" farlo). * 3. Ricordare all'altro quanto lo ami. * 4. Salutare con gioia le persone che vedi ogni giorno. * 5. Ascoltare la storia dell'altro, senza processo, con amore. * 6. Stop per aiutare. Stare attento a chi ha bisogno di te. * 7. Animare qualcuno. * 8. Riconoscere i successi e le qualità dell'altro. * 9. Separare ciò che non usi e dare a chi ha bisogno. * 10. Aiutare qualcuno in modo che possa riposare. * 11. Correggere con amore; non tacere per paura. * 12. avere finezze con quelli che sono vicino a te. * 13. Pulire ciò che si è sporcato a casa. * 14. aiutare gli altri a superare gli ostacoli. * 15. Telefonare o visitare + i vostri genitori. Il miglior digiuno • Digiuno di parole negative e dire parole gentili. • Digiuno di malcontento e riempirsi di gratitudine. • Digiuno di rabbia e riempirsi con mitezza e pazienza. • Digiuno di pessimismo e riempirsi di speranza e ottimismo. • Digiuno di preoccupazioni e riempirsi di fiducia in Dio. • Digiuno di denunce e riempirsi con le cose semplici della vita. • Digiuno di tensioni e riempirsi con preghiere. • Digiuno di amarezza e tristezza e riempire il cuore di gioia. • Digiuno di egoismo e riempirsi con compassione per gli altri. • Digiuno di mancanza di perdono e riempirsi di riconciliazione. • Digiuno di parole e riempirsi di silenzio per ascoltare gli altri... assicurati, aiuterà molte persone.. 

  • IN UNA CIVILTÀ PARADOSSALMENTE FERITA DALL’ANONIMATO

    ac157852 5f4b 4898 9484 458c9f1a1176IN UNA CIVILTÀ PARADOSSALMENTE FERITA DALL’ANONIMATO e, al tempo stesso, ossessionata per i dettagli della vita degli altri, spudoratamente malata di curiosità morbosa, la Chiesa ha bisogno di uno sguardo di vicinanza per contemplare, commuoversi e fermarsi davanti all’altro tutte le volte che sia necessario.

    Dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana.

    PAPA FRANCESCO

  • LETTERA DEL SANTO PADRE a tutti i fedeli per il Mese di Maggio 2020

    padre AnnibaleCari fratelli e sorelle,
    è ormai il mese di maggio, nel quale il popolo di Dio esprime con particolare intensità il suo amore e la sua devozione alla Vergine Maria. È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.
    Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio. Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni, valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c’è un segreto per farlo: la semplicità; ed è facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.
    Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi. Le allego a questa lettera così che vengano messe a disposizione di tutti.
    Cari fratelli e sorelle, contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria, nostra Madre, ci renderà ancora più uniti come famiglia spirituale e ci aiuterà a superare questa prova. Io pregherò per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi, per favore, pregate per me. Vi ringrazio e di cuore vi benedico.
    Roma, San Giovanni in Laterano, 25 aprile 2020 Festa di San Marco Evangelista PAPA FRANCESCO

    Preghiera 1
    O Maria, Tu risplendi sempre nel nostro cammino come segno di salvezza e di speranza. Noi ci affidiamo a Te, Salute dei malati, che presso la croce sei stata associata al dolore di Gesù, mantenendo ferma la tua fede. Tu, Salvezza del popolo romano, sai di che cosa abbiamo bisogno
    e siamo certi che provvederai perché, come a Cana di Galilea, possa tornare la gioia e la festa dopo questo momento di prova. Aiutaci, Madre del Divino Amore, a conformarci al volere del Padre e a fare ciò che ci dirà Gesù, che ha preso su di sé le nostre sofferenze e si è caricato dei nostri dolori
    per condurci, attraverso la croce, alla gioia della risurrezione. Amen. Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio.
    Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

  • Papa Francesco incontra i giovani e l'Antoniano Cristo Re è presente!

    giovani a roma con papa FrancescoIl 10 e l'11 Agosto papa Francesco ha incontrato quasi 70.000 giovani italiani, provenienti da tutta Italia e ha colto l'occasione per ribadire l'importanza e la bellezza della vita, nella realizzazione piena di ogni vocazione. A questo grande appuntamento non poteva mancare anche l'Antoniano Cristo Re di Messina, che con P.Nicola Cortellino, e i seminaristi dei padri Rogazionisti hanno partecipato a questo evento. Manda o Signore Apostoli Santi nella tua Chiesa.

  • VA DI MODA INSULTARE. VIVIAMO IN UNA CULTURA DELL’INSULTO.

    papa francescoVA DI MODA INSULTARE. VIVIAMO IN UNA CULTURA DELL’INSULTO.
    «Viviamo di fretta, senza armonia: tirati da mille parti rischiamo di scoppiare, con un nervosismo continuo che ci fa reagire male a ogni cosa. E si cerca la soluzione rapida, una pastiglia dietro l’altra per andare avanti, un’emozione dietro l’altra per sentirsi vivi. Va di moda aggettivare, purtroppo anche insultare, viviamo in una cultura dell’aggettivo che dimentica il sostantivo delle cose. E anche in una cultura dell’insulto. E nell’era dei computer si sta a distanza: solo contatti, più “social” ma meno sociali.
    Sempre c’è la tentazione di costruire “nidi”: di raccogliersi attorno al proprio gruppo, alle proprie preferenze, il simile col simile, allergici a ogni contaminazione. Dal nido alla setta il passo è breve anche dentro la Chiesa. Senza il Dio di Gesù Cristo, ogni differenza si riduce ad infernale minaccia rendendo impossibile qualsiasi fraterna accoglienza e feconda unità del genere umano»
    Oggi le disarmonie sono diventate vere e proprie divisioni: c’è chi ha troppo e chi nulla, c’è chi cerca di vivere cent’anni e chi non può venire alla luce».
    PAPA FRANCESCO.

  • Visita del Papa a Palermo

    papa francescoIl 15 settembre, a Palermo, papa Francesco ha fatto visita alla città di palermo e ai suoi giovani. A questo momento anche il Seminario dei Padri Rogazionisti con i suoi giovani e con padre Nicola Cortellino ha partecipato, gustando sia la celebrazione eucaristica che l'incontro dei giovani, in cui papa Francesco ha ricordato che "chi è cristiano non può essere mafioso". Un'esperienza indimenticabile ed un momento di grande spiritualità.