• "Oggi si è compiuta questa Parola" - Commento al Vangelo di Domenica 27 Gennaio 2019

    cb6d7681 367b 4a73 8dbe b7f650b08abd“Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato.”, con questa domenica iniziamo la lettura continua del vangelo di Luca, “quello che più di tutti gli altri sottolinea la compassione di Gesù per l'umanità e ci permetterà di entrare nel mistero della misericordia di Dio.” (Don Maurizio Prandi), l’unico che si è preoccupato “di scriverne un resoconto ordinato…in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.” Il brano ascoltato ci riporta la più “breve omelia che sia mai stata fatta nella storia”, tenuta dal Maestro nella sinagoga di Nazareth, dove era cresciuto e dove aveva imparato la Torah; e l’ascolto della Parola proclamata nel giorno del Signore, è al centro di questa celebrazione, come la prima lettura ci ha ricordato, presentandoci la commozione del popolo di ritorno dall’esilio, riunito “sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno”, per rinnovare la loro fede alla luce della Parola di Dio, ma invitato a rallegrarsi perché “questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete…perché la gioia del Signore è la vostra forza.” (Neemia) A Nazareth Gesù non spiega la Parola, ma l'attualizza, la compie e ci chiede di fare altrettanto, perché Lui è oggi qui per me, ed è oggi che ciascuno di noi può incontrarlo e rispondergli con gioia e generosità, annunciando al mondo “la forza del Vangelo di Dio, che converte i cuori, risana le ferite, trasforma i rapporti umani e sociali secondo la logica dell'amore.” (Papa Francesco) Come gli abitanti di Nazareth, teniamo gli occhi “fissi su di Lui”, presente nella Parola e nell’Eucaristia, perché “la liturgia della Chiesa è la scuola di questo ascolto del Signore che ci parla.” (Benedetto XVI) Cristo ci doni la grazia di sentirci membra viva della Chiesa, “corpo mistico di cui Egli è Capo”, perché tutti “siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo…siamo stati dissetati da un solo Spirito.” (San Paolo) La Vergine dell’Ascolto, ci renda veri discepoli del Figlio, Parola incarnata, per annunciare ai fratelli, che “la buona notizia è che Dio mette l'uomo al centro, e dimentica se stesso per lui…Un Dio sempre in favore dell'uomo e mai contro l'uomo.” (E. Ronchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Commento alla Parola di Dio della VI Domenica di Pasqua

    94de04e3 34e3 4d0b 968c 9e1f726e0327“Se uno mi ama, osserverà la mia parola…”, anche in questa VI domenica di Pasqua, l’Amore è al centro del messaggio che il Signore, prima di vivere l’Ora dell’Amore totale, ha voluto consegnare ai suoi discepoli. È la caratteristica di Giovanni, l’Evangelista che “ha un modo particolare di esporre il pensiero di Gesù…una volta enunciato un tema…vi ritorna sopra a più riprese…ogni volta si ritrova un po’ più in alto e vede un po’ più lontano.” (R. Cantalamessa) Dio dimorerà nei nostri cuori, se ascolteremo e osserveremo la Parola che supera le tradizioni vinte dalla Pasqua, annunciata dai Successori degli Apostoli, dai Sacerdoti e da coloro che sono inviati dalla Chiesa, come dovettero precisare gli Apostoli al termine del primo “Concilio” tenuto a Gerusalemme: “Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi…È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo…” (Atti) Accogliamo la parola di consolazione del Maestro: “Non sia turbato il vostro cuore…”, espressione piena di quella speranza che dona pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace.”, pace che nasce “dalla vittoria sul peccato e sull’egoismo che ci impedisce di amarci come fratelli…” (Papa Francesco), dono dello Spirito: “…lui vi insegnerà ogni cosa…”, inviato dal Padre per ricordarci “tutto ciò che Gesù ha detto e fatto, rendendolo presente nella sua comunità…capace di illuminare e guidare la vita di ogni cristiano.” (E. Bianchi) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, “ci renda capaci di testimoniarlo con le parole e con le opere” (Colletta), per camminare “attraverso i momenti lieti e tristi di cui è intessuta la nostra umana esistenza…guidati dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo” (San Giovanni Paolo II), verso la Gerusalemme celeste, la città santa che “non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna” perché “la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello” (Apocalisse) La Vergine Maria che ha amato il Figlio “non solo come madre, ma prima ancora come ancella umile e obbediente” (Benedetto XVI), renda i cuori docili alla voce dello Spirito che “convoca tutti noi, toccati al cuore da Cristo…E ci fa rinascere come cercatori d'oro, impegnati a inventare luoghi dove si parli con amore dell'Amore.” (E. Ronchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Domenica 19 Aprile 2020: Commento al Vangelo

    eb6c1d06 c3d9 4b2b 85cd 8d5219e200be“Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”, è la domenica di Tommaso, che voleva toccare le ferite che “il Signore ha portato con sé nell’eternità. Egli è un Dio ferito…che si lascia ferire dall’amore verso di noi” (Benedetto XVI); l’Apostolo, chiamato “Didimo”, cioè gemello di chi chiede prove e segni, ricorda quanto sia importante non lasciare “il Cenacolo”, perché “solo lo stare nello spazio della comunità dei discepoli del Signore, ci porta alla fede, facendoci invocare Gesù quale nostro Signore e nostro Dio.” (E. Bianchi) Questa II domenica di Pasqua, chiamata in “albis”, nel ricordo dei cristiani che deponevano la veste battesimale ricevuta nella Veglia, mantiene il ricordo della luminosa notte di Pasqua, quando Dio “nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti” (San Pietro), pietre vive di una comunità che cresce e persevera “nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.” (Atti) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci doni il coraggio, soprattutto in questo tempo di sofferenza per il Coronavirus, di “toccare le sue piaghe, che sono i tanti problemi, difficoltà, persecuzioni, malattie di tanta gente che soffre…Da quelle piaghe scaturisce la misericordia. Per questo oggi è la domenica della misericordia” (Papa Francesco), istituita da San Giovanni Paolo II nel 2000, non solo per le parole del Risorto ai suoi: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati...”, “potere che Dio non ha concesso nemmeno agli angeli e agli arcangeli” (S. Giovanni Crisostomo), ma anche per volontà di Cristo che nelle visioni a Santa Faustina ne chiese l’istituzione. Maria, Madre della misericordia e del Risorto, che entrando nel Cenacolo a porte chiuse, ha attraversato “il muro della loro diffidenza con un augurio di pace, come se non fosse mai stato abbandonato da loro” (Carla Sprinzeles), ci renda oranti, verso il Figlio, come Tommaso e Santa Faustina: “Gesù, mio Signore e mio Dio! Io confido in Te. Donami l’umiltà del cuore per avvicinarmi al Sacramento della Riconciliazione, al termine di questa pandemia, e testimoniare la Tua Misericordia e la Tua Risurrezione.” Amen. Santa domenica.

  • Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino - Commento alla Liturgia di Domenica 24 Gennaio 2021

    dc370ddb 197c 48d2 a993 fefb457fe76c“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo.”, le parole con cui il Maestro diede inizio al suo ministero pubblico, risentono della predicazione del Battista lungo il Giordano, “con la differenza sostanziale che Gesù non indica più un altro che deve venire…è Lui stesso il compimento delle promesse…la buona notizia da credere, da accogliere e da comunicare agli uomini e alle donne di tutti i tempi.” (Papa Francesco) È il TEMPO il leitmotiv che domina le letture di questa III domenica! Ce lo ricorda il profeta Giona che, dopo tentennamenti e dubbi, “andò a Ninive…e predicava: Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”; quei cittadini digiunarono per tutto il TEMPO e, “Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.” Ce lo rivela Paolo, che “il TEMPO si è fatto breve” e va usato con saggezza perché diventi tempo di salvezza, prima che passi “la figura di questo mondo!” (1Cor) Ce lo conferma il Maestro che è il TEMPO della conversione, cioè di passare “dalla morte alla vita…dall’egoismo all’amore, dalla divisione alla comunione…perché il regno di Dio non è solo un dono da accogliere con fede, ma è un traguardo da conquistare e un impegno da vivere costantemente.” (San Giovanni Paolo II) Chiediamo al Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, il TEMPO, “perenne novità del dono che l'Eterno fa alla creatura” (B. Forte), per accogliere l’invito a lasciare tutto per seguirlo, esperienza dei primi 4 discepoli: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini. E subito lasciarono le reti e lo seguirono”, e la grazia di rimanere nel suo amore e portare frutto (cfr Gv 15,1-17), tema scelto per la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), perché “Dio è amore, e solo convertendoci a Lui ed accettando la sua Parola ci troveremo tutti uniti nell'unico Corpo mistico di Cristo.” (Benedetto XVI) Alla Vergine chiediamo di usare il TEMPO con coraggio, per seguire il Figlio, “perché quello che da soli non sapremmo mai fare, diventa persino semplice, andando dietro a Gesù e alla sua Parola! È' l'Amore che agisce quando lo lasciamo agire.” (Carla Sprinzeles) Amen. Santa domenica.

  • IV Domenica di Avvento: Commento alla Liturgia della Parola del 22 Dicembre

    IV di avvento“Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa.”, al dramma di Giuseppe, chiamato a vivere una paternità che non gli appartiene, e che non volendo accusare la sua promessa sposa “pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto”, non sapendo “come comportarsi di fronte alla mirabile maternità di Maria.” (San Giovanni Paolo II), si contrappone la tenerezza di Dio che gli invia “in sogno un angelo” a rivelargli che la salvezza entra nella storia e nell’esistenza di ognuno con mosse spesso sconcertanti, che “possono destabilizzarci, fino a farci mutare strada…ma è proprio quella l’ora di metterci vigilanti in ascolto, come Giuseppe, e…l’enigma diventerà un mistero” (E. Bianchi), e lo rassicura, perché “accogliendo Maria, accoglie con amore Colui che in lei è stato concepito per opera mirabile di Dio, a cui nulla è impossibile.” (Papa Francesco) Natale è alle porte, giorno in cui “il Signore, re della gloria” (Salmo) discende dal cielo “per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti” (San Paolo), e durante l’Avvento, grazie al profeta Isaia, che ha aperto i cuori alla speranza e alla gioia, al Battista, la “Voce” che ci ha invitati ad accogliere la “Parola” che viene nel mondo, alla Vergine Maria che “concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Isaia) e a Giuseppe, che ha scelto l'amore per la sua Sposa, perché “mettere la legge prima della persona è l'essenza della bestemmia” (Simone Weil, filosofa francesce), ci siamo preparati alla notte santa quando “ci raduneremo per celebrare il grande mistero dell'amore, che non finisce mai di stupirci: Dio si è fatto Figlio dell'uomo perché noi diventiamo figli di Dio” (Benedetto XVI) Cristo, presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci doni l’umiltà affinché il silenzio, in questi giorni di fervida attesa del Natale, diventi preghiera e contemplazione del mistero. La Vergine Immacolata, che tra qualche giorno adagerà il Bambino nella mangiatoia di Betlemme, ci renda accoglienti come il suo Sposo, a cui vogliamo rivolgerci con umiltà e devozione: “Giuseppe, uomo del silenzio e della contemplazione, insegnaci a leggere con fede la storia, a scoprire come il Padre nascostamente operi sempre negli eventi senza alterarne il corso: aiutaci perché ciascuno risponda alle personali attese di Dio come tu hai risposto.” (P. Davide M. Turoldo) Amen. Santa domenica.

  • Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero? Commento alla Parola di Dio di Domenica 13 Ottobre 2019

    3cdde797 9059 4278 8a83 726f1ec162d5Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero? E gli disse: Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”, il rammarico del Maestro e l’elogio del samaritano, unico lebbroso che, tornato indietro “si prostrò…ai suoi piedi per ringraziarlo”, rivelano che “più le persone sono ritenute lontane da Dio e più…percepiscono i segni di Dio nella loro vita.” (Padre A. Maggi) È il messaggio di questa XXVIII domenica: la salvezza è dono per chi si fida della parola del Maestro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti.”, risposta che avrebbe potuto generare, nei 10 lebbrosi, sconforto e delusione, perché Gesù “non li tocca…non pronuncia nessuna parola di guarigione, ma li invita solo…ad andare dai sacerdoti che avevano l’autorità di dichiararli guariti” (E. Bianchi), e questa fede viene ripagata, infatti “mentre essi andavano, furono purificati.” È la grazia concessa, quando riconosciamo che “la lebbra che realmente deturpa l'uomo e la società è il peccato; sono l'orgoglio e l'egoismo che generano nell'animo umano indifferenza, odio e violenza” (Benedetto XVI); ed allora che dobbiamo recarci dai ministri della Riconciliazione, Sacramento in cui facciamo esperienza “dell’abbraccio tenero di Dio, che vuole far sgorgare dalla nostra debolezza…fiumi d'acqua viva per noi e per gli altri.” (Carla Sprinzeles) È la grazia che nasce dalla fiducia nella “parola di Dio che non è incatenata ed è degna di fede”, perché Dio “non può rinnegare se stesso” (Paolo); esperienza vissuta da Naaman il Siro, che si immerse “nel Giordano sette volte…e il suo corpo…era purificato dalla sua lebbra.” (II Re) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci perdoni per le tante volte in cui non lo ringraziamo per tutti i benefici ricevuti, dimenticando che “la fede è la li¬bera risposta dell'uomo al cor¬teggiamento di Dio. Ed entra¬re in contatto con la madre di tutte le parole religiose: gra-zie.” (E. Ronchi), e ci aiuti a fare della nostra vita una Eucaristia vivente (Eucaristia = Ringraziamento). L’Umile Fanciulla di Nazareth, ci aiuti “a comprendere che tutto è dono di Dio…perché solo colui che sa ringraziare, sperimenta la pienezza della gioia.” (Papa Francesco) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Se uno viene a me e non mi ama .. (commento alla Liturgia della Parola dell'8 Settembre 2019)

    celentano“Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.”, all’inizio del nuovo anno pastorale, la Parola di questa XXIII domenica, risuona forte e chiara, e ci invita a fare scelte coraggiose e controcorrente, perché “la sequela di Gesù esige la capacità di fare guerra contro il nemico, il diavolo che ci tenta e vorrebbe farci cadere, spingendoci ad abbandonare la sequela stessa.” (E. Bianchi) Lasciamoci invadere dalla grazia di Dio, perché chi potrebbe conoscere “il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?” (Sapienza), solo così ameremo Cristo su tutto e tutti, amore che non entra “in concorrenza con i vari amori umani…L'amore per Cristo non esclude gli altri amori, ma li ordina.” (R. Cantalamessa) Signore aiutaci a comprendere che seguirti “è impegnativo, non può dipendere da entusiasmi e opportunismi; dev’essere una decisione ponderata, presa dopo essersi domandati in coscienza: chi è Gesù per me…occupa il primo posto, come il Sole intorno al quale ruotano tutti i pianeti?” (Benedetto XVI) Il Signore presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci doni la sapienza dello Spirito e la forza per portare ogni giorno la Croce, perché il discepolo di Gesù “si distacca da tutto e ritrova tutto nella logica del Vangelo, la logica dell’amore e del servizio.” (Papa Francesco), e fa cadere “quelle zavorre che facciamo una gran fatica ad abbandonare…e pesi che ci teniamo stretti e a cui non siamo capaci di rinunciare che rendono duro il cammino” (W. Chasseur); solo allora capiremo che “un uomo non vale mai per quanto possiede, o per il colore della sua pelle, ma per la qualità dei suoi sentimenti."(M. L. King), che gli permette di accogliere l’altro “non più come schiavo, ma…come fratello carissimo…sia come uomo sia come fratello nel Signore.” (San Paolo) Maria, Sede della Sapienza e Prima Discepola del Figlio, ci renda scaltri perché nessuno di noi “costruisca torri o affronti guerre perse in partenza”, perché privi della fede nel Cristo che regala ad ogni uomo “un'ala che lo sollevi verso più libertà, più amore, più consapevolezza. Allora nominare Cristo, parlare di vangelo equivale sempre a confortare il cuore della vita.” (E. Ronchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica. (S.Celentano)