• Commento alla Parola di Dio della VI Domenica di Pasqua

    94de04e3 34e3 4d0b 968c 9e1f726e0327“Se uno mi ama, osserverà la mia parola…”, anche in questa VI domenica di Pasqua, l’Amore è al centro del messaggio che il Signore, prima di vivere l’Ora dell’Amore totale, ha voluto consegnare ai suoi discepoli. È la caratteristica di Giovanni, l’Evangelista che “ha un modo particolare di esporre il pensiero di Gesù…una volta enunciato un tema…vi ritorna sopra a più riprese…ogni volta si ritrova un po’ più in alto e vede un po’ più lontano.” (R. Cantalamessa) Dio dimorerà nei nostri cuori, se ascolteremo e osserveremo la Parola che supera le tradizioni vinte dalla Pasqua, annunciata dai Successori degli Apostoli, dai Sacerdoti e da coloro che sono inviati dalla Chiesa, come dovettero precisare gli Apostoli al termine del primo “Concilio” tenuto a Gerusalemme: “Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi…È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo…” (Atti) Accogliamo la parola di consolazione del Maestro: “Non sia turbato il vostro cuore…”, espressione piena di quella speranza che dona pace: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace.”, pace che nasce “dalla vittoria sul peccato e sull’egoismo che ci impedisce di amarci come fratelli…” (Papa Francesco), dono dello Spirito: “…lui vi insegnerà ogni cosa…”, inviato dal Padre per ricordarci “tutto ciò che Gesù ha detto e fatto, rendendolo presente nella sua comunità…capace di illuminare e guidare la vita di ogni cristiano.” (E. Bianchi) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, “ci renda capaci di testimoniarlo con le parole e con le opere” (Colletta), per camminare “attraverso i momenti lieti e tristi di cui è intessuta la nostra umana esistenza…guidati dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo” (San Giovanni Paolo II), verso la Gerusalemme celeste, la città santa che “non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna” perché “la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello” (Apocalisse) La Vergine Maria che ha amato il Figlio “non solo come madre, ma prima ancora come ancella umile e obbediente” (Benedetto XVI), renda i cuori docili alla voce dello Spirito che “convoca tutti noi, toccati al cuore da Cristo…E ci fa rinascere come cercatori d'oro, impegnati a inventare luoghi dove si parli con amore dell'Amore.” (E. Ronchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino - Commento alla Liturgia di Domenica 24 Gennaio 2021

    dc370ddb 197c 48d2 a993 fefb457fe76c“Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo.”, le parole con cui il Maestro diede inizio al suo ministero pubblico, risentono della predicazione del Battista lungo il Giordano, “con la differenza sostanziale che Gesù non indica più un altro che deve venire…è Lui stesso il compimento delle promesse…la buona notizia da credere, da accogliere e da comunicare agli uomini e alle donne di tutti i tempi.” (Papa Francesco) È il TEMPO il leitmotiv che domina le letture di questa III domenica! Ce lo ricorda il profeta Giona che, dopo tentennamenti e dubbi, “andò a Ninive…e predicava: Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”; quei cittadini digiunarono per tutto il TEMPO e, “Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.” Ce lo rivela Paolo, che “il TEMPO si è fatto breve” e va usato con saggezza perché diventi tempo di salvezza, prima che passi “la figura di questo mondo!” (1Cor) Ce lo conferma il Maestro che è il TEMPO della conversione, cioè di passare “dalla morte alla vita…dall’egoismo all’amore, dalla divisione alla comunione…perché il regno di Dio non è solo un dono da accogliere con fede, ma è un traguardo da conquistare e un impegno da vivere costantemente.” (San Giovanni Paolo II) Chiediamo al Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, il TEMPO, “perenne novità del dono che l'Eterno fa alla creatura” (B. Forte), per accogliere l’invito a lasciare tutto per seguirlo, esperienza dei primi 4 discepoli: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini. E subito lasciarono le reti e lo seguirono”, e la grazia di rimanere nel suo amore e portare frutto (cfr Gv 15,1-17), tema scelto per la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), perché “Dio è amore, e solo convertendoci a Lui ed accettando la sua Parola ci troveremo tutti uniti nell'unico Corpo mistico di Cristo.” (Benedetto XVI) Alla Vergine chiediamo di usare il TEMPO con coraggio, per seguire il Figlio, “perché quello che da soli non sapremmo mai fare, diventa persino semplice, andando dietro a Gesù e alla sua Parola! È' l'Amore che agisce quando lo lasciamo agire.” (Carla Sprinzeles) Amen. Santa domenica.

  • La misericordia del Padre! - Commento alla Parola di Dio di Domenica 15 Settembre

    misericordia del padre“In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: Costui accoglie i peccatori e mangia con loro.”, la Parola di Dio di questa XXIV domenica, ci invita a fare esperienza della premura del Padre, con le tre parabole della misericordia, che Gesù racconta per chi si scandalizzava, perché accoglieva “gli scartati della società”, rivelandoci che “Dio non ama il peccato degli uomini, ma ci ama nel nostro peccato, ci riconcilia con lui mentre noi siamo peccatori…esperienza che ha cambiato la vita di tanti uomini e donne.” (E. Bianchi) Nei tre racconti, “i personaggi descritti sono dei veri perdenti. Un pastore perde una pecora, una donna perde una moneta, un padre perde il figlio minore e perde anche l'altro maggiore” (Don Giovanni Berti), ma si concludono con “un elemento comune…espresso dai verbi che significano gioire insieme, fare festa. Non si parla di fare lutto. Si gioisce, si fa festa.” (Papa Francesco) Come non commuoversi davanti alla misericordia di Dio che, dopo l’accorata preghiera di Mosè, “si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo” (Esodo) che si era fatto un vitello d’oro? Come non riflettere sulle parole di Paolo a Timoteo: “…prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia…”? Il Signore, “che non si stanca mai di venirci incontro, percorre sempre per primo la strada che ci separa da Lui.” (Benedetto XVI), e ogni domenica ci fa indossare “l’abito della festa” per sederci alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, ci renda gioiosi per il ritorno dei fratelli alla casa del Padre, consapevoli che “al di fuori della misericordia di Dio non c'è nessun'altra fonte di speranza per gli esseri umani.” (San Giovanni Paolo II) Maria, Madre di Misericordia, ci renda docili alla voce del Figlio, che abbatte l’ipocrisia e rivela che Dio è “là dove un figlio soffre e si perde, è nella paura della pecora smarrita, è accanto all'inutilità della moneta perduta, nella fame del figlio prodigo…e a dirci che sarà Dio a trovare te” (E. Ronchi), pronto a rispondere alla nostra attesa di felicità e di gioia: ha le braccia aperte per accoglierci come figli, perchè “nei giudizi umani si castiga colui che confessa la propria colpa: nel giudizio divino, lo si perdona. (San Josemaría Escrivá de Balaguer) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica. (S.C.)

  • Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero? Commento alla Parola di Dio di Domenica 13 Ottobre 2019

    3cdde797 9059 4278 8a83 726f1ec162d5Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero? E gli disse: Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!”, il rammarico del Maestro e l’elogio del samaritano, unico lebbroso che, tornato indietro “si prostrò…ai suoi piedi per ringraziarlo”, rivelano che “più le persone sono ritenute lontane da Dio e più…percepiscono i segni di Dio nella loro vita.” (Padre A. Maggi) È il messaggio di questa XXVIII domenica: la salvezza è dono per chi si fida della parola del Maestro: “Andate a presentarvi ai sacerdoti.”, risposta che avrebbe potuto generare, nei 10 lebbrosi, sconforto e delusione, perché Gesù “non li tocca…non pronuncia nessuna parola di guarigione, ma li invita solo…ad andare dai sacerdoti che avevano l’autorità di dichiararli guariti” (E. Bianchi), e questa fede viene ripagata, infatti “mentre essi andavano, furono purificati.” È la grazia concessa, quando riconosciamo che “la lebbra che realmente deturpa l'uomo e la società è il peccato; sono l'orgoglio e l'egoismo che generano nell'animo umano indifferenza, odio e violenza” (Benedetto XVI); ed allora che dobbiamo recarci dai ministri della Riconciliazione, Sacramento in cui facciamo esperienza “dell’abbraccio tenero di Dio, che vuole far sgorgare dalla nostra debolezza…fiumi d'acqua viva per noi e per gli altri.” (Carla Sprinzeles) È la grazia che nasce dalla fiducia nella “parola di Dio che non è incatenata ed è degna di fede”, perché Dio “non può rinnegare se stesso” (Paolo); esperienza vissuta da Naaman il Siro, che si immerse “nel Giordano sette volte…e il suo corpo…era purificato dalla sua lebbra.” (II Re) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci perdoni per le tante volte in cui non lo ringraziamo per tutti i benefici ricevuti, dimenticando che “la fede è la li¬bera risposta dell'uomo al cor¬teggiamento di Dio. Ed entra¬re in contatto con la madre di tutte le parole religiose: gra-zie.” (E. Ronchi), e ci aiuti a fare della nostra vita una Eucaristia vivente (Eucaristia = Ringraziamento). L’Umile Fanciulla di Nazareth, ci aiuti “a comprendere che tutto è dono di Dio…perché solo colui che sa ringraziare, sperimenta la pienezza della gioia.” (Papa Francesco) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.