• Bisognava far festa e rallegrarsi! - Commento al Vangelo di Domenica 27 Marzo '22

    domenica 27...bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.”, la parola di questa IV domenica chiamata Laetare, cioè della Letizia, come abbiamo ascoltato dall’antifona di ingresso: “Rallegrati, Gerusalemme…”, perché la Pasqua è vicina, ci rivela che “il primo sguardo di Dio non si posa mai sul peccato dell'uomo, ma sempre sulla sofferenza” (E. Ronchi), soprattutto quella interiore da cui si guarisce accogliendo l’invito dell’Apostolo: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (San Paolo); solo riconciliati saremo liberi e vivremo la gioia della Pasqua, come gli Ebrei che la celebrarono, dopo che il Signore disse: “Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto.” (Giosuè) La parabola del Padre misericordioso, raccontata dal Maestro ai farisei e agli scribi che lo accusavano di essere “amico dei peccatori e dei pubblicani…E guarda caso: i peccatori si convertirono, ma i perfetti no!” (Wilma Chasseur), non solo pone al centro l’amore infinito del Padre, che appena vide il figlio da lontano “ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”, cosa assurda per la cultura orientale dove “correre è sempre un segno di disonore…ma il padre si disonora per onorare il figlio” (P. Alberto Maggi), ma fa riflettere sul comportamento dei figli che “rappresentano due modi di rapportarsi con Dio: la ribellione e una obbedienza infantile che si superano attraverso l’esperienza della misericordia.” (Benedetto XVI) Il Signore, che si offre nella Parola e nell’Eucaristia, per restituirci la dignità perduta col peccato, “rivestendoci con l’abito della grazia e con l’anello, segno della nostra regalità battesimale”, e che non ci ha detto se il figlio maggiore accoglie l’invito del padre a partecipare alla festa, ci aiuti affinché “ciascuno di noi, possa scrivere il finale della parabola con la sua vita, col suo sguardo...perché nella casa del Padre ci sono molte dimore, e rimangono fuori solo quelli che non vogliono partecipare alla sua gioia.” (Papa Francesco) Maria, Madre di Misericordia, ci renda accoglienti verso i fratelli che ritrovano la strada di casa, perché “Dio, il Padre…ci prega: Dì che l’uomo è tuo fratello, e allora potremo entrare e fare festa insieme.” (E. Bianchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.

  • Domenica 31 Marzo: Commento alla Parola di Dio

    Commento al Vangelo“…bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato.”, il cammino quaresimale, anche in questa domenica, ci rivela che “il primo sguardo di Dio non si posa mai sul peccato dell'uomo, ma sempre sulla sofferenza” (E. Ronchi), che guarisce nello stesso istante in cui accogliamo l’invito alla riconciliazione: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (San Paolo), perché solo se ci “purifichiamo nel santo sacramento della penitenza, Dio ci viene incontro e ci perdona, e la tristezza se ne va” (San Josemaría Escrivá de Balaguer), donandoci la gioia che contraddistingue la liturgia della IV domenica di quaresima, chiamata Laetare, cioè della Letizia, perché la Pasqua, ormai vicina, la vivremo da uomini liberi, come gli Ebrei che la celebrarono, dopo che il Signore disse a Giosuè: “Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto.” La parabola del Padre misericordioso, raccontata dal Maestro ai farisei e agli scribi che mormoravano: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”, non solo pone al centro l’amore infinito del Padre, che appena vide il figlio da lontano “ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.”, cosa assurda per la cultura orientale dove “correre è sempre un segno di disonore…ma il padre si disonora per onorare il figlio” (P. Alberto Maggi), ma ci invita a riflettere sul comportamento dei due figli che “rappresentano due modi di rapportarsi con Dio: la ribellione e una obbedienza infantile che si superano attraverso l’esperienza della misericordia.” (Benedetto XVI) Il Signore, che si offre nella Parola e nell’Eucaristia, per restituirci la dignità perduta col peccato, “rivestendoci con l’abito della grazia e con l’anello, segno della nostra regalità battesimale”, ci fortifichi perché “in qualunque situazione della vita, non devo dimenticare che non smetterò mai di essere figlio di un Padre che mi ama, attende il mio ritorno…e vuole abbracciarmi.” (Papa Francesco) Maria, Madre di Misericordia, apra il nostro cuore al perdono per i fratelli che ritrovano la strada di casa, perché “affermare che l’uomo è figlio di Dio è facile…è più faticoso dire che l’uomo è mio fratello… Dio, il Padre…ci prega: Dì che l’uomo è tuo fratello, e allora potremo entrare e fare festa insieme.” (E. Bianchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica.