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Domenica 19 Aprile 2020: Commento al Vangelo

eb6c1d06 c3d9 4b2b 85cd 8d5219e200be“Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”, è la domenica di Tommaso, che voleva toccare le ferite che “il Signore ha portato con sé nell’eternità. Egli è un Dio ferito…che si lascia ferire dall’amore verso di noi” (Benedetto XVI); l’Apostolo, chiamato “Didimo”, cioè gemello di chi chiede prove e segni, ricorda quanto sia importante non lasciare “il Cenacolo”, perché “solo lo stare nello spazio della comunità dei discepoli del Signore, ci porta alla fede, facendoci invocare Gesù quale nostro Signore e nostro Dio.” (E. Bianchi) Questa II domenica di Pasqua, chiamata in “albis”, nel ricordo dei cristiani che deponevano la veste battesimale ricevuta nella Veglia, mantiene il ricordo della luminosa notte di Pasqua, quando Dio “nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti” (San Pietro), pietre vive di una comunità che cresce e persevera “nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.” (Atti) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci doni il coraggio, soprattutto in questo tempo di sofferenza per il Coronavirus, di “toccare le sue piaghe, che sono i tanti problemi, difficoltà, persecuzioni, malattie di tanta gente che soffre…Da quelle piaghe scaturisce la misericordia. Per questo oggi è la domenica della misericordia” (Papa Francesco), istituita da San Giovanni Paolo II nel 2000, non solo per le parole del Risorto ai suoi: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati...”, “potere che Dio non ha concesso nemmeno agli angeli e agli arcangeli” (S. Giovanni Crisostomo), ma anche per volontà di Cristo che nelle visioni a Santa Faustina ne chiese l’istituzione. Maria, Madre della misericordia e del Risorto, che entrando nel Cenacolo a porte chiuse, ha attraversato “il muro della loro diffidenza con un augurio di pace, come se non fosse mai stato abbandonato da loro” (Carla Sprinzeles), ci renda oranti, verso il Figlio, come Tommaso e Santa Faustina: “Gesù, mio Signore e mio Dio! Io confido in Te. Donami l’umiltà del cuore per avvicinarmi al Sacramento della Riconciliazione, al termine di questa pandemia, e testimoniare la Tua Misericordia e la Tua Risurrezione.” Amen. Santa domenica.

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