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27 Ottobre: Commento alla Parola di Dio della domenica

domenica 27 ottobre…chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato.”, dopo averci fatto scoprire che il dono della fede ha nella preghiera incessante e perseverante il suo fondamento, il Signore in questa XXX domenica, con la parabola del fariseo e del pubblicano, raccontata “per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri”, ci presenta due uomini diversi, non tanto per l’aspetto esteriore o il ceto sociale, quanto per il loro cuore: il Fariseo non parla con Dio, ma parla di sé a Dio, dimenticando che “è necessario imparare a ritrovare il cammino verso il nostro cuore, recuperare il valore dell’intimità e del silenzio, perché è lì che Dio ci incontra e ci parla.” (Papa Francesco) E noi, a chi assomigliamo? È questo l’interrogativo su cui siamo chiamati a confrontarci, ricordando che “la preghiera del povero attraversa le nubi” e giunge dal “Signore che è giudice e per lui non c’è preferenza di persone” (Siracide) perché “l’amore di Dio, quando brucia, produce della cenere: l'umiltà.” (Madeleine Delbrêl), e non è “un premio per i propri meriti, ma come un regalo per i propri bisogni.” (P. A. Maggi) Al Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, davanti al quale tutto è nudo e scoperto, anche il peccato che non ricordiamo, chiediamo la grazia di essere umili, perché “l’umiltà è la sorgente delle grazie. Colui che si crede vile e miserabile, Dio lo colma dei suoi favori.” (Santa Elisabetta della Trinità) e di imitare la preghiera del pubblicano che davanti a Dio, “si apre come una porta che si socchiude al sole…si apre alla misericordia, a questa straordinaria debolezza di Dio che è la sua unica onnipotenza, la sola forza che ripartorisce in noi la vita.” (E Ronchi) All’umile Figlia di Sion, chiediamo un cuore docile, “per essere giustificati nel nome del Figlio” (Colletta) ed aprirci al dono dello Spirito Santo per riconoscerci, come il pubblicano della parabola, “piccoli e bisognosi di salvezza e di misericordia…Solo così potremo tornare a casa, veramente arricchiti, resi più giusti e più capaci di camminare nelle vie del Signore” (Benedetto XVI), fino al termine di questo pellegrinaggio terreno, quando speriamo di poter dire: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.” (San Paolo) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica. (S.C.)

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