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IV Domenica, 3 Febbraio - Commento al Vangelo

papa francesco“In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria.”, l’amarezza e la delusione del Maestro davanti all’incredulità dei suoi concittadini, presenti nella sinagoga, è al centro del Vangelo di questa IV domenica che inizia con la stessa frase con cui si era chiuso quello della settimana scorsa: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato.” È la storia di un rifiuto che vedrà il suo apice sul Calvario, e che trasforma la meraviglia in sdegno, fino al punto di cacciarlo via dalla città, perché finché questa parola non mette in crisi la nostra vita va bene, ma appena essa penetra nelle tenebre del nostro cuore, per illuminarlo e renderci veri testimoni del Risorto, tutto si complica e diventa inaccettabile, ma il Maestro ci rivela che “il vero profeta non obbedisce ad altri che a Dio e si mette al servizio della verità, pronto a pagare di persona” (Benedetto XVI), perché confida nella presenza del Signore “fin dal grembo materno”, presenza che lo protegge dai nemici: “Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti” (Geremia), e lo riempie del vero amore che “non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità...tutto spera, tutto sopporta…e non avrà mai fine” (San Paolo), e non chiede nulla, perché se attendesse “qualche forma di ricompensa, non è amore: l'amore vero è amare senza condizioni e senza aspettative.” (Madre Teresa di Calcutta) Il Signore, presente nella Parola e nell’Eucaristia, ci renda testimoni di speranza, che non si scoraggiano davanti ai “cuori di pietra”, infatti per “una Nazareth che si chiude cento altri villaggi apriranno le porte. Perché si può ostacolare la profezia, ma non ucciderla perché la sua vitalità viene da Dio.” (E. Ronchi) La Vergine Santissima, presente nella sinagoga di Nazareth, che ha vissuto il rifiuto dei concittadini del Figlio come “un piccolo anticipo di quello che soffrirà sotto la Croce”, ci renda umili perché convertiamo la nostra vita “da un dio dei miracoli al miracolo di Dio, che è Gesù Cristo” (Papa Francesco), ed interceda presso il Figlio perché nessuno rifiuti il dono della salvezza. Amen. Santa domenica, Dio ci benedica

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