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Le mie parole non passeranno - Commento al Vangelo di Domenica 18 Novembre

CIELO E TERRA 400x226"Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria...Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.", il Vangelo di questa penultima domenica dell'anno liturgico ci chiede di volgere lo sguardo sulle ultime realtà senza timore, perché il Maestro non vuole incutere paura, né profetizzare la fine, ma il fine ultimo della storia e del mondo, "contro i falsi profeti e i veggenti che prevedono vicina la fine del mondo...e concentra la nostra attenzione sull'oggi della storia." (Papa Francesco) Perseveriamo nella fede e ringraziamo Dio per il dono del Figlio, che "avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio" (Ebrei), dove "vive ed attua il suo sacerdozio crocifisso e glorioso" (S. Cipriani), in attesa dell'ultimo giorno, quando "quelli che dormono...si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna." (Daniele), per realizzare "un preciso disegno del Dio che è Signore della storia e del tempo, il quale desidera instaurare il suo Regno di pace e di giustizia." (E. Bianchi) Quel giorno "...nessuno lo sa...eccetto il Padre", ma "questa ignoranza del Figlio la si deve attribuire alla umanità del Cristo, senza coinvolgere la sua divinità." (Gregorio Nazianzeno), perché il Signore desidera che il tempo sia vissuto senza ansia ed inquietudine, con la consapevolezza che tutti "possiamo e dobbiamo" salvarci, insieme al bene che avremo cercato di compiere, al dolore trasformato in amore, alle lacrime e alle gioie che abbiamo condiviso coi fratelli; questo è il messaggio da testimoniare, soprattutto oggi, tempo in cui sembra che "nessuno parli più del Giudizio finale, neppure i predicatori." (J. Guitton) L'Eucaristia a cui partecipiamo in questa XXXIII domenica, "presente costantemente nella Chiesa come frutto della Parola che non passa mai" (San Giovanni Paolo II), ci doni la speranza per vivere il presente, con lo sguardo proteso verso il cielo. Maria, ci renda docili alla voce del Figlio, ogni giorno fino al tempo in cui "Dio non ci chiederà conto di quanto male abbiamo commesso, ma di quanto bene abbiamo compiuto." (E. Ronchi) Amen. Santa domenica, Dio ci benedica

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